martedì 12 febbraio 2013

567. Meteo e proclami!

Tragitto verso sudovest in auto da Milano nel primissimo pomeriggio di un venerdì: dopo freddo intenso e sole pieno dal mattino, l'orizzonte scenografico si sta mostrando come fondale limpido a un'architrave nuvolosa poggiata su archi accennati appena sospesi, presenza neanche troppo incombente ma un po' inquietante, che fa pensare a una fila di piccole trombe d'aria. Ma poi man mano questo panorama svanisce con le svolte del viaggio.
E tutto il fine-settimana prosegue con notiziari radiofonici, successive trasmissioni e stralci televisivi tutti costellati di S.B. L'unica dote evidente che trovo abbia S.B. è la faccia di palta esageratissima che, beninteso, si tira dietro una caterva di intenzioni bieche e interessate: al di fuori d'ogni gergo, questo epiteto obbiettivo, chiave del suo successo ora politico, presuppone nessuna vergogna nè timidezza, nessuna paura di fare brutte figure, nessun rischio di turbarsi e tanta sfrontatezza da fargli mantenere un'espressione ineffabile da Budda, anche durante la negazione di un'evidenza lapalissiana pur circondata da accuse e rimproveri, quando lo stomaco dovrebbe  rimordere. Quindi parliamo di un attore nato che però a un certo punto una ventina d'anni fa s'è trovato a fare il politico per preservare e moltiplicare il suo patrimonio e i suoi affari salvaguardati proprio sino a quello stesso punto da veri politici suoi amici, caduti nelle trappole della magistratura "comunista". Quando da quella maschera composta da fango, escrementi, bronzo e glutei che costituisce la sua fisionomia pubblica esce quella voce manierata, impostata, con accento caratteristico, ridicolo  e unico che si combina sgradevolmente con l'ingessatura di grammatica e sintassi usate da chi non parla italiano in modo naturale, l'effetto è un'etichetta farlocca che infastidisce molto di più dei modi più sciolti di politici come Fini, Bersani, Santanchè, Camusso e persino DiPietro.
E con la neve arriva il Papa crucco che si dimette, in latino però: chissà che invidia l'S.B. nazionale. Quante parole a riguardo sentite in meno di 24 ore, anche sulle sue passioni musicali e pianistiche, ma io mi sono chiesto se il magnifico film di Nanni Moretti "Habemus Papam" l'abbia "ispirato": magari non aveva già in mente che "lasciare" è una prerogativa del Pontefice eletto... 
E intanto il panorama milanese in direzione del sudovest è assolutamente diverso, tutto bianco col cielo a tratti violetto, e io ho sempre in testa Marlene Dietrich che canta Lola-Lola!

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