giovedì 6 gennaio 2011

196. La scienza equipara ciò che la legge discrimina (nota)

Dopo una bella serata trascorsa con amiche ritrovate e una giornata di festa piuttosto attiva tra riparazioni varie e cinema, scopro in rete un paio di notizie che mi stimolano la polemica.
L’attività cerebrale di soggetti monitorati con risonanza magnetica funzionale, mostra di subire una forte sotto-attivazione della corteccia cerebrale per l’estesa parte che sovrintende anche al giudizio critico, in concomitanza con la percezione visiva dell’immagine del loro partner: questo input disorienta l’individuo innescandone la passione romantica attraverso l’attivazione di schemi cerebrali limitati a poche ma estremamente connesse regioni dell’encefalo.
Termini òstici per questa sintesi apparentemente contorta dello studio pubblicato su www.plosone.org da Zeki e Romaya della Wellcome di Londra, riferito, questo è l’interessante, a 4 gruppi-campione, 12 donne e 12 uomini, per metà eterosessuali e per metà omosessuali, tutti sollecitati da immagini di persone diverse quali compagni di vita e semplici amici.
Tralasciando altri òstici particolari scientifici, biochimici e statistici, riassumo in poche parole il risultato che ha attirato l’attenzione di molti: l’attività cerebrale stimolata dalla passione romantica durante l’osservazione risulta del tutto simile per tutti e 4 i gruppi, e quindi non li differenzia!
La scienza neurobiologica conferma quindi l’insignificanza di genere nei rapporti di coppia: eppure ancora, dopo che la nostra legge non è finora riuscita a salvaguardare neppure le coppie di fatto, la Corte Costituzionale ha appena emesso ordinanza come da http://www.cortecostituzionale.it rispondendo al giudizio promosso dal Tribunale di Ferrara, confermando come legittimi gli articoli della Costituzione che paiono impedire un matrimonio diverso da quello eterosessuale, appunto base della famiglia in quanto comunità originaria: tale emerge dalla lettura dei lavori dell’assemblea costituente. Nel 1946 e '47 non fu neppure posto il problema di disquisire sul diverso sesso dei 2 contraenti il matrimonio, e in seguito tante modifiche sono state apportate al diritto di famiglia preesistente alla Costituzione Repubblicana, che però appare ancora arduo modificare per rendere possibile un’istanza libertaria cui han dato riscontro numerose nazioni: questi paesi non possono neppur contare di far valere appieno un loro “stato civile” qui in Italia, come si trattasse di un titolo di studio non esportabile e non parificabile, equiparato "frescofresco" invece dalla scienza.

1 commento:

  1. Certo, abbiamo ancora molto lavora da fare dal punto di vista legislativo. Un'amica consigliera comunale a Milano dell'opposizione, presidente della commissione "pari opportunita", si chiama Patrizia Quartieri, (ha un sito che porta il suo nome) ha lavorato molto in tal senso, almeno per far passare "l'unione civile", niente non è riuscita, ma non demorde..
    fabrizia

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