venerdì 11 gennaio 2013

561. Mariangela Melato non c'è più.

Saputa la notizia venerdì in tarda mattinata subito m'è venuto il magone come per GabriellaFerri, MercedesSosa, CesàriaEvora, MiriamMakeba e AmyWinehouse. È appena morta in quest'inizio di gennaio 2013 MariangelaMelato, della sua generazione la mia attrice italiana preferita: pensare che all'inizio degli anni '70 da adolescente ero più fan di sua sorella Anna, classe '52, conduttrice alla radio de L'AltroSuono, che seguivo assiduamente, e cantante folk in tivù.
La Mariangela, nata a Milano nel 1941, pittrice giovanissima all'Accademia di Brera, arrivò a disegnare manifesti ma poi, per pagarsi la scuola di recitazione, fece la vetrinista alla Rinascente, stessa occupazione, da giovanissimo, del GiorgioArmani. 
In teatro il suo debutto fu BinarioCieco, nel '61 a Bolzano. Lavorò con Fo e Rame dal '63, con Visconti nel '67 ne La Monaca di Monza, e tra il '68 e il '71 divenne famosa per l'OrlandoFurioso di Ronconi e per la commedia musicale AlleluiaBravaGente.
Non ricordavo per nulla che debuttò al cinema nel '70 con PupiAvati. Poi la volle, e lì me la rammento bene, Petri ne La classe operaia va in paradiso del '71 e l'anno dopo la Wertmüller con Giannini in MimìMetallurgico, che fece fare a tutti e 3 il tris con Film d'Amore e d'Anarchia e Travolti da un Insolito Destino, di cui varie battute sono entrate nella memoria collettiva degli italiani. Me la ricordo in CaroMichele del '76 di Monicelli, nel demenziale Casotto di Citti del '77 con la sorella Anna e JodieFoster, e strepitosamente sottotono in DimenticareVenezia dell'82 di Brusati con HellaPetri e ErlandJosephson, dove lei, assieme alla Giorgi, per me nella sua migliore interpretazione, contribuiva a dar vita a una perfetta, convincente e per nulla cariturale coppia lesbica. Me la sono invece persa in Domani si balla di Nichetti.
Del suo teatro, parte principale della sua carriera, ho visto dal vivo purtroppo solo ElNostMilàn e diverse riprese-tivù dei suoi spettacoli, la più recente qualche giorno fa FilumenaMarturano. con co-protagonista MassimoRanieri La sua grande passione d'attrice erano i classici Greci, Shakespeare, Pirandello, O'Neill, Brecht e Strindberg, e da spettatrice adorava I Legnanesi. In mente avrò sempre la sua voce bassa e strana, vagamente stonata e capace di picchi notevoli, il suo sorriso genuinamente raggiante e i suoi grandi occhi chiari e distanti, stranissimi e bellissimi, venati di malinconia. Chi l'ha conosciuta "sul campo" la descrive come aperta, generosa, semplice e simpaticissima.

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