giovedì 8 dicembre 2011

395. Ancora Jesus Christ Superstar!!

Jesus Christ Superstar: all'inizio era un album discografico a tema, di Lloydwebber e Rice, cui poi fu data una sceneggiatura per arrivare prima a Broadway per starci a lungo, e poi nei cinema verso la metà degli anni '70 per la regia di Jewison. Rivederlo dopo lustri per intero in dvd è stato un nuovo piacere intellettuale ed emotivo non certo inatteso. Vi si raccontano gli ultimi 6 giorni di vita di Gesù con Giuda come interlocutore principale, critico sociale e traditore predestinato: attraverso il suo sguardo disincantato, da comparsa storica diventa in quest'opera rock il co-protagonista. Il deserto cosparso di rovine antiche è il paesaggio di tutto il film, che inizia con l'arrivo a destinazione d'un torpedone bianco in mezzo alla polvere: ne esce tutta la compagnia hippy che scarica il materiale di scena in mezzo a cui spicca una grande croce di legno. Alla fine del film la stessa corriera riaccoglie persone e cose in partenza, tranne Gesù e la Croce, che rimangono a stagliarsi sul "Calvario".
L'azione comincia con una danza intorno a Ted Neeley, cioè Gesù, a cui vien messa addosso la sua veste bianca. Dà inizio a tutta la narrazione Carl Anderson nei panni di Giuda, con la propria preoccupazione per il fatto che Gesù comincia a credere quel che la gente dice di lui, cioè d'essere Dio e per l'attenzione che tutto ciò potrebbe attirare anche da parte dei Romani, padroni di quella terra. Bellissima appunto la famosa prima scena della caverna con Gesù, Giuda, apostoli, discepoli e Yvonne Elliman nei panni di Maddalena, per sempre icona del cinema mondiale, colla sua voce possente e carezzevole: il ritmo incalzante di "What's the Buzz?" rimane uno dei motivi più famosi dell'opera.
I grandi sacerdoti Caifa e Anania, coi duetti delle 2 voci a contrasto e coi loro curiosi costumi di cuoio stilizzati, quasi fantascientifici, restano pure loro nella memoria degli spettatori. Invece il motivo di Maddalena e Giuda che disputano sullo spreco degli unguenti destinati a Gesù, ricordata da tutti come "Close your eyes", è diventato un classico della canzone d'amore che precede di un po' "Ho-sanna", specie di inno alla gioia coralissimo intonato per l'ingresso a Gerusalemme.
Memorabile poi la "crisi isterica" contro i mercanti al Tempio che Ted Neeley inscena anche anche dal punto di vista vocale: un luogo di preghiera trasformato in "covo di ladri" fa infuriare Gesù, che devasta tutte le bancarelle con le loro bilance, mitraglie, cartoline, droghe e merci disparate, come in un mercato delle pulci, e caccia ma6nacci, stro22ini, 5pacciatori e pro5titute. E subito dopo cercando di calmarsi si trova ad affrontare lebbrosi, ciechi e storpi che mendicano la guarigione travolgendolo. Finirà per dormire tra le braccia di Maddalena che canterà rapita e desolata "I dont know how to love him", cioè "non so come amarlo".
Giuda, dopo aver tradito prendendo i soldi dai Sacerdoti, che promettono però di non torcere un capello al Nazareno, si reca ai Getsemani dove il regista rappresenta l'Ultima Cena disponendo tutti i commensali come nel dipinto di Leonardo, ma a mo' di picnic.
Altri personaggi da ricordare sono Pilato, Pietro ed Erode. Tutto il film alterna ritmi e melodie diversissime, dalla sinfonia alla ballata fino ad arrivare al travolgente e spiritosissimo charleston che accompagna Gesù in catene alla corte immorale di Erode, appunto: "King Herod's Song", bellissimo ragtime, danzato e mimato da un intero corpo di ballo. Il Re chiede al "figlio di Dio" di salvarsi la vita compiendo un miracolo, almeno di trasformargli l'acqua in vino o di camminare sulla sua piscina. E s'arriva al dramma delle scene delle frustate e della crocifissione senza un vero impatto cruento.
Le musiche non scorrono fluide ma come in un canale da una chiusa all'altra: s'approda quasi alla fine con la bellissima ballata di Pietro e Maddalena, già nelle orecchie di tanti di noi, "Could We Start Again Please?".
Film-musica memorabile, come Hair e come Cabaret, tutti perfetti e indimenticabili!!

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